Ma il TouchPad, in commercio da un paio di mesi, non è stato un successo, e anzi la sua originalità è diventata il suo punto debole: il software WebOs, eredità di Palm, non ha mai avuto un ecosistema di applicazioni paragonabile a quello di Apple o di Android, cosi la tavoletta di Hp ha vissuto la sua breve esistenza in splendido isolamento.
Così Hp esce da un mercato stimato in 55 milioni di pezzi per quest’anno, dimostrando che per avviare un business di successo non basta seguire il modello di Apple, integrando cioè hardware e software: un monito per Google, che si è mossa nella stessa direzione con la recente acquisizione di Motorola.
Se allora Big Blue era già un gigante dell’informatica che faticava a tenere il passo dei tempi, la Hewlett Packard di oggi è il più grande produttore mondiale di pc: la scelta del Ceo Leo Apotheker sembra insensata, se non si tiene conto dei tablet.
E allora la mossa di Hp potrebbe avere senso: meglio scommettere su un nuovo corso che avviarsi ostinatamente verso una fine lenta e dolorosa; in più, vista la guerra in corso sulla proprietà intellettuale tra i grandi della telefonia mobile, l’acquisto di Palm e del suo pacchetto di brevetti potrebbe alla fine rivelarsi un ottimo affare.
Fonte:
http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_articolo=345&ID_blog=31&ID_sezione=39